Dopo la pausa di agosto, la nostra ACR (azione Cattolica Italiana) è ufficialmente operativa! Abbiamo ripreso l’attività con il campo diocesano Educatori e Giovanissimi.
16 partecipanti della nostra parrocchia hanno deciso di mettersi in gioco per tornare a casa con qualcosa in più da offrire a tutti i nostri bambini e ragazzi.
Dal 7 al 9 settembre 2018 a Montemonaco a Casa Gioiosa abbiamo ascoltato, labirato, programmato insieme accogliendo il tema dell’anno: ‘Tutti a tavola’.
Non dimentichiamo le nostre mascotte…i piccoli Andrea e Jacopo presenti al campo!

Ora siamo pronti a partire in parrocchia ufficialmente sabato 6 ottobre alle ore 15,00.

Prima però, vogliamo offrire alcune testimonianze di 4 animatrici.

STEFANIA “Sento il bisogno di proporre il Vangelo come guida”
Ho deciso di partire x questo campo di formazione dell’ACR perché volevo entrare nel vivo del tema dell’anno Acr senza faticare con il libro guida, come è sempre avvenuto negli ultimi anni. Quindi pensavo di sapere cosa andavo a fare. Ma così non è stato! É come quando vai al cinema pensando di vedere un film d’avventura e invece è un film romantico. Piacevole sorpresa, perché ho trovato quello di cui avevo bisogno: Ritrovare me stessa e con essa la mia Vocazione.
La Proposta di riflessione: la Vocazione (leggermente imbastita con il tema dell’anno). Ma qual è il significato reale di questa parola? É il compito che Dio mi ha affidato, da fare su sua commissione, su misura x Lui e non x me. Come riuscirci? Riscoprendo quell’amore eterno che Dio ha per me e che condiziona la mia vita. E quando scopri chi ti chiama e qual è il compito stabilito per te, non puoi restare con le mani in mano, ma senti la spinta ad uscire da quel coro che grida: ma chi te lo fa fare!! Non sono io che ho scelto questo progetto, ma é una passione forte per i bambini e ragazzi ad aiutarli a cambiare il mondo. Perché oggi, se tutte le realtà educative si stanno riducendo (genitori, scuola) non posso anch’io tirarmi indietro, né come mamma né come educatrice ACR, ma sento il bisogno di proporre il Vangelo come “guida” per stare in questo mondo.

DOMENICA: Posso dire che “c’ho preso gusto”
Riscontro al mio primo campo Acr più che positivo. La conoscenza di nuove persone e il consolidamento dei rapporti esistenti. La condivisione di momenti di preghiera e spiritualità, riflessioni ed esperienze personali, attività e divertimento. Giorni importanti per ridare luce e sostegno alla nostra vocazione, ritornando alle origini, ricordando ciò che ci ha spinti ad essere educatori. Importante saper ascoltare i ragazzi, che sono i protagonisti, dare loro la possibilità di esprimersi e scoprire che posto hanno nel mondo. Vivere questi momenti di convivialità è fondamentale. Non esistono scuse se c’è desiderio di Dio. Solo con l’esperienza è possibile portare testimonianza di fede. Abbiamo avuto la fortuna di essere guidati da diversi parroci e relatori, uno di loro in particolare riferendosi al tema di quest’anno ci ha augurato “buon appetito”, “buona fame e sete di Dio”. Concludendo posso dire che “c’ho preso gusto”.

ELISA: “Perché proprio io? Perché non tu? ”
Queste le domande che ci sono state poste all’inizio di questa esperienza. Inizialmente non è stato semplice capire il perché, poi, dopo gli incontri vissuti e i momenti di riflessione svolti è stato tutto più chiaro. Sono stati tre giorni all’insegna della preghiera, dell’amicizia e del discernimento. Tre giorni per soffermarsi sulla propria interiorità, sia come educatore sia come giovanissimi. Ognuno di noi è stato chiamato ad un determinato servizio per essere strumento nelle mani del Signore e noi abbiamo risposto. Ci siamo messi al servizio e in gioco per trasmettere la nostra passione e la nostra fede a tutti i bambini e ragazzi. Suscitare, alimentare e accogliere..ecco gli obiettivi principali di questo anno. Dio non è un discorso ma è un’esperienza che speriamo di condividere con tutta la nostra comunità!
Dopo questo campo, non ci rimane altro che augurare a tutti…Buon Appetito!

DANIELA: “Dio non è un discorso ma un’ ESPERIENZA ”
Di ritorno da Montemonaco, dove questo fine settimana si è tenuto il campo diocesano per educatori acr, non posso fare a meno di non condividere quanto di bello ho portato a casa. Sono perlopiù risposte a domande che forse non mi ero nemmeno mai fatta, ma mano a mano che prendevano forma, aggiungevano alcune pezzi al mio puzzle.
Fino ad oggi ho fatto fatica a riconoscermi nella figura dell’ educatore, non me la sono mai sentita bene cucita addosso, forse perché l’ho caricata di troppi significati non trovandone la vera essenza.
Sono stati probabilmente tutti diversi i motivi che ci hanno spinti ad entrare nella nostra comunità e a restarci per prestare un servizio, ma in comune sicuramente tutti abbiamo sentito una CURIOSITÀ, una DOMANDA, un DESIDERIO che ci hanno spinto, e questo desiderio è stata la nostra VOCAZIONE, la nostra salvezza che ci ha permesso di incontrare per la prima volta lo sguardo di Gesù. Noi probabilmente abbiamo capito qual è il nostro ruolo nella chiesa, abbiamo sperimentato come il Vangelo ha attraversato le nostre vite e ora dobbiamo trasmetterlo ai ragazzi, facendo capire loro che Dio non è un discorso ma un’ ESPERIENZA, ed è solo se abbiamo fatto esperienza del vangelo che possiamo e riusciamo a trasmetterlo ai ragazzi rapportandolo ad oggi.
Per fare questo l’ACR non basta. In questa missione di evangelizzazione deve collaborare la comunità tutta, è necessario far conoscere ai ragazzi la chiesa e tutti i gruppi che la compongono, l’acr, i lettori, la caritas,il rinnovamento…, e farne esperienza insieme a loro, affinché anche per loro il Vangelo diventi un’esperienza e non solo un racconto.