Sacrica Avviso quaresima

Mercoledì 6 marzo Le ceneri

ore 8,30: Celebrazione S.Messa
con rito delle ceneri

ore 18,00: Liturgia della Parola
con rito delle ceneri

ore 21,15: Celebrazione S.Messa
con rito delle ceneri

Venerdì ore 18,00 – Via Crucis  per tutti i venerdì di quaresima

 

La Quaresima tempo di Penitenza e vita nuova

«Ogni anno tu doni ai tuoi fedeli

di prepararsi con gioia,

purificati nello spirito,

alla celebrazione della Pasqua,

perché, assidui nella preghiera e nella carità operosa,

attingano ai misteri della redenzione

la pienezza della vita nuova

in Cristo tuo Figlio, nostro Salvatore»

(Prefazio di Quaresima I).

 

La Quaresima è un vero e proprio tempo sacramentale (cf Colletta, I domenica), dal duplice carattere penitenziale e battesimale (cf SC 109). Essa non è soltanto preparazione alla Pasqua, ma vera e propria iniziazione sacramentale ad essa, attraverso un percorso che, coinvolgendoci integralmente, ci predispone alla celebrazione del mistero pasquale. Per i catecumeni, alla prima; per i cristiani, a un’esperienza sacramentale in un rinnovato spirito battesimale1. Tale centratura battesimale della Quaresima, che per i catecumeni si esprime nell’ultima fase che precede l’iniziazione sacramentale, per tutti i cristiani mira ad aprire un percorso di memoria grata ed umile dell’evento che ci ha indelebilmente innestati a Cristo nella Chiesa, che si fa anche invocazione di perdono e riconoscimento di conversione, propri dell’opacità e dell’ambiguità della nostra condizione, di chi è già in cammino, ma non è ancora arrivato. Per questo, nella durata simbolica dei 40 giorni – tempo biblico del peregrinare dell’uomo sulla terra, tempo di attesa, di lotta, di ricerca – la Chiesa si lascia introdurre in un intenso itinerario di conversione, che ha per cardini l’ascolto orante della Parola di Dio, le celebrazioni liturgiche e sacramentali, il digiuno e la carità.

Queste tipiche “armi del combattimento” del tempo quaresimale siano vissute nel sapiente equilibrio tra il coinvolgimento personale e quello comunitario e sociale, e tra dimensione interna ed esterna degli atti e dei gesti compiuti, secondo le possibilità concrete dei fedeli, e in modalità consone al tempo attuale (cf SC 110). Infatti non c’è né fede né peccato che siano solamente individuali, né esterno e interno possono procedere in maniera dissociata. Tali pratiche, appartenenti alla ricca tradizione ecclesiale, si prestano ad essere luoghi in cui ciò che si compie esteriormente diventa porta di accesso alla nostra interiorità e ci rende disponibili alla grazia vivificante di Dio, e il rinnovamento e la conversione interiori danno forma ai nostri gesti, ai nostri atti, alle nostre scelte (cf Orazione dopo la comunione, mercoledì delle Ceneri).

Di seguito, alcune indicazioni celebrative proprie di questo tempo liturgico:

  • –  Il cammino quaresimale domanda sobrietà nei diversi codici linguistici: l’aula liturgica ne sia il primo segno, non si orni l’altare con i fiori, né si suonino gli strumenti musicali quando essi non sostengono le voci in canto (cf Paschalis Sollemnitatis 17).
  • –  L’anno C ha un carattere più marcatamente penitenziale, offrendo alla nostra contemplazione la pazienza e la misericordia di Dio, ed esortando al rinnovamento e alla conversione di vita.
  • –  Si creino le condizioni per un più ampio ascolto della Parola di Dio, anche nei giorni feriali, a livello personale e comunitario (SC 35.109).
  • –  Nelle omelie, a partire dai testi che il Lezionario offre, i pastori si soffermino in modo particolare sul mistero pasquale e i sacramenti, e sulla misericordia di Dio (cf Paschalis Sollemnitatis 12).
  • –  Sia sollecita e costante la preghiera per i peccatori e per i catecumeni, anche nel caso in cui la parrocchia non abbia persone in cammino nell’iniziazione cristiana (cf Paschalis Sollemnitatis 8.14; SC 109).
  • –  Si valorizzi il silenzio, nei vari momenti celebrativi in cui esso è previsto o possibile, in particolare durante l’atto penitenziale, dopo la proclamazione della Parola di Dio, dopo l’omelia, dopo le intenzioni della preghiera universale (cf OGMR 71)2, durante la presentazione dei doni3, dopo la comunione comunione (cf OGMR 23).
  • –  Soprattutto nelle celebrazioni eucaristiche, ma anche nei pii esercizi, si scelgano canti adatti a questo tempo, e in sintonia con i testi liturgici (cf Paschalis Sollemnitatis 19). Si preveda la possibilità di valorizzare alcuni momenti rituali spesso trascurati: il canto del Kyrie (magari nella forma tropata) e dell’Agnus Dei, del salmo responsoriale, dell’acclamazione al mistero della fede.
  • –  Si usino più abbondantemente gli elementi battesimali e penitenziali della liturgia (cf SC 109).
  • –  È utile ricordare che le domeniche di Quaresima hanno sempre la precedenza, anche sulle
  • feste del Signore e sulle solennità (se queste ultime cadono di domenica, siano anticipate al sabato). Le ferie di Quaresima hanno la precedenza sulle memorie obbligatorie (cf Paschalis Sollemnitatis 11).

    • –  Si suggerisce di vivere questo tempo liturgico come cammino in vista della riconciliazione sacramentale, che può concludere l’itinerario quaresimale, conducendo ad una più piena partecipazione sacramentale al mistero pasquale nel triduo sacro (cf Paschalis Sollemnitatis 21)4.
    • –  Secondo l’opportunità, si dia spazio ai pii esercizi, impregnati di spirito liturgico, in particolare alla via crucis, come efficace preparazione del popolo alla celebrazione del mistero pasquale (cf Paschalis Sollemnitatis 20).
    • –  Si recuperi e valorizzi, secondo le possibilità, l’antica tradizione romana delle stazioni quaresimali, in cui il popolo, nella forma del pellegrinaggio e sotto la presidenza del pastore della diocesi, si riunisce o presso i sepolcri dei santi e dei martiri, o nelle principali chiese e santuari della città, per celebrare insieme l’Eucaristia nelle domeniche di Quaresima. Tali celebrazioni, possibili anche nei giorni feriali, in particolare in quelli con maggior carattere penitenziale, possono consistere anche in liturgie della Parola o liturgie penitenziali con la possibilità del sacramento della Penitenza5.
    • –  È importante coltivare una sintonia fra prassi liturgica, catechesi e carità6.