17 ragazzi, 4 educatrici e Don Juvenal sono partiti per vivere l’esperienza del Weekend di Spiritualità di Quaresima a Montemonaco organizzato dall’ACR diocesano. Un’esperienza insolita e particolare per i nostri gruppi. I ragazzi si sono messi in gioco e sono rimasti felici e soddisfatti del weekend trascorso.

Sabato, arrivati per le 16.30, dopo aver fatto merenda, i ragazzi sono stati sottoposti ad una serie di domande con una “Ruota della Fortuna”, domande che li hanno fatti riflettere sul perché e sul come hanno deciso di vivere questa esperienza. Poi Don Pino ci ha fatto entrare nel brano del Vangelo che ci ha accompagnato questi due giorni, il Vangelo delle Tentazioni. In particolare abbiamo riflettuto sul concetto dell’ “ebbe fame” , sulle nostre fragilità e sul come proviamo ad affrontarle e superarle; sul dialogo tra Gesù e Satana: il dialogo è una forma che il diavolo usa per entrare nella nostra realtà e Gesù ci insegna che le parole del Padre ci difendono e ci fanno comprendere ciò che è giusto. Infine ci si è soffermati sulle tentazioni, come riconoscerle, come comprendere la scelta giusta da fare. Prima di dividersi in gruppi, si è vissuto un momento di deserto individuale: momento “strano” definito da tanti di loro, da tutti non compreso, ma un buon inizio per far capire loro l’importanza del poter dialogare da soli con Gesù e di poter riflettere un momento su se stessi, soprattutto oggi che difficilmente si rimane soli, visti i cellulari e dispositivi del genere.

Nella riflessione in gruppi i ragazzi sono stati invitati a capire qual è il cibo di cui hanno bisogno. Scoprono così l’importanza del discernimento e della presenza di persone in grado di aiutarle a fare luce tra le scelte che devono compiere.
Un’attività in particolare li ha aiutati in questo step: la risoluzione del Tangram. Ad ogni ragazzo sono stati consegnati i pezzi di questo gioco e ad ogni pezzo ognuno ha assegnato una “fame” personale. Nel provare a ricostruire il quadrato del Tangram, i ragazzi si sono resi conto che mancava un pezzo. Il piccolo triangolo mancante rappresenta la presenza e la relazione con Dio nelle nostre vite, ciò che veramente ci rende sazi e saldi nella tentazione.

Dopo la pausa cena, è arrivato il momemto gioco. Abbiamo allestito una Escape Room, una stanza dalla quale i ragazzi potevano uscire solo se risolvevano correttamente una serie di prove ed indovinelli. Inutile dire quanto si siano divertiti. Concluse le prove, i ragazzi dovevano cercare l’ultima stanza, che era la Cappellina. Qui hanno vissuto un breve momento di Adorazione Eucaristica, presieduto dal nostro Don Juvenal, accompagnato da canti e segni particolari. Finalmente poi tutti a nanna, anche se la notte è stata molto movimentata, come una notte da “campo/ritiro” che si rispetti.


La domenica mattina siamo stati aiutati da due ragazze che ci hanno raccontato la loro esperienza missionaria e come sono riuscite ad affrontare e a superare le loto tentazioni.
La mattinata si è conclusa poi con la Santa Messa.

Dopo pranzo, prima di ripartire, abbiamo vissuto un momento di condivisione: i ragazzi hanno esposto le loro impressioni e sensazioni e prima di salutarsi hanno ricevuto il segno di questo weekend. Una clessidra, per ricordare loro di “Prendersi del tempo per…”, per riflettere, per pregare, per stare con la propria famiglia o i propri amici.
Per noi educatori queste sono esperienze formative e che ricaricano perché ci fanno riscoprire la bellezza del ruolo che ricopriamo e ci aiutano a capire i bisogni dei nostri ragazzi e come aiutarli a superare le proprie difficoltà.

Elisa